Il nome di questo formato tipico del Lazio, ma diffuso anche in Campania, deriva probabilmente dal verbo francese percèr che vuol dire perforare, ricordando il caratteristico foro che si trova all'interno e che tradizionalmente veniva realizzato arrotolando un pezzetto di pasta su di un ferretto levigato. L'origine dei Perciatellini è molto antica: si ritiene infatti che siano nati nelle cucine dei Monsù, i celebri cuochi della corte francese che dopo la Rivoluzione trovarono ospitalità presso le famiglie nobili dell'Italia meridionale.
Il formato I Perciatellini si presentano come dei lunghi cordoncini di pasta forati internamente che, grazie alla loro forma e alla superficie esterna ruvida, sanno valorizzare anche i sughi più semplici con una consistenza inconfondibile che diverte il palato e si sposa con grande versatilità ad ogni condimento.
Consigli per l'uso Per esaltare la particolarità del formato, Barilla consiglia di provare i Perciatellini con ingredienti semplici e gustosi come cacio e pepe, o con sughi corposi a base di carne. In alcune tradizioni locali i Perciatellini vengono preparati anche con sughi a base di pesce, come sgombri e triglie, a dimostrazione della grande versatilità del formato. |
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