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La tavola di San Silvestro
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| Magica e rituale: sulla tavola di Capodanno si incontrano una quantità di simboli, di tradizioni che si tramandano da tempo immemorabile contribuendo a creare un'atmosfera suggestiva, ricca di fascino. |
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Se le portate del cenone variano in Italia da regione a regione, sulle tavole di Capodanno troviamo però anche molti elementi ricorrenti, che si ripetono nelle diverse tradizioni da nord a sud. Anzitutto, il rosso: simbolo della vita e della prosperità, e dunque colore benaugurante per eccellenza, può essere utilizzato per piccole decorazioni quali i segnaposti o i portatovaglioli, magari realizzati anche semplicemente con un nastro rosso di raso; da sconsigliare, invece, una tovaglia interamente rossa, che rischia di creare sgradevoli contrasti con il colore dei cibi. Tovaglia e tovaglioli potranno essere scelti nelle sfumature calde dell'avorio o del panna, perfette con un centrotavola giocato, oltre che sul rosso, anche sui toni dell'oro o del raffinatissimo argento.
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CANDELE PER UN ANNO LUMINOSO |
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Insieme ai fuochi d'artificio che illuminano la notte nel passaggio dall'anno vecchio a quello nuovo, non può mancare a Capodanno la luce delle candele: da preferire le candele di cera d'api, meglio se di colore naturale, che si intona al meglio con ogni apparecchiatura. Per i portacandele, indicato il classico argento oppure anche il vetro, che arricchisce la tavola di riflessi scintillanti. Sempre legato al simbolismo della luce, inoltre, anche il grosso ceppo che in molte regioni d'Italia si usa ancora lasciare ardere nel camino da Natale all'Epifania, dodici notti che sin da tempi remoti simboleggiano i dodici mesi dell'anno.
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UVA E LENTICCHIE PER LA RICCHEZZA |
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Uva (oppure uvetta sultanina) e lenticchie propiziano secondo la tradizione l'arrivo di molti denari: per quanto riguarda la prima, è diffuso in tutt'Italia il proverbio "chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno", mentre la forma circolare delle seconde, che in tutta la penisola accompagnano zampone o cotechino, è un chiaro richiamo alle monete sonanti. Per chiudere il pasto, insieme all'uva o all'uvetta e a frutta secca, si può offrire agli ospiti una melagrana (o un dessert arricchito dai suoi chicchi), frutto che ancora una volta rappresenta la fecondità, dunque anche l'abbondanza. Tra le decorazioni della tavola di Capodanno, infine, non va dimenticato poi un rametto di vischio, le cui bacche bianche, ritenute anticamente in grado di scacciare il male, sono ovunque segno di fortuna e protezione dai mali.
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