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A tavola nei rifugi
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| Quasi tutte le località montane italiane offrono la possibilità di sostare nei rifugi, una forma di ospitalità tra le più tipiche e piacevoli. Circondati dal silenzio e dallo spettacolo mozzafiato offerto dalle valli circostanti, ci si può fermare per il pranzo, la cena o per l'intera notte in un'atmosfera di allegra convivialità. |
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UN'ATMOSFERA CALDA E FAMILIARE |
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Raggiungere i rifugi alpini richiede spesso qualche ora di passeggiata o, in inverno, l'uso degli sci, ma sono tantissimi quelli collegati a valle da impianti di risalita che permettono anche a chi non vuole stancarsi troppo di arrivare in vetta facilmente. L'atmosfera dei rifugi è chiassosa e informale. Si pranza e si cena tutti assieme, ad un'unica tavolata o seduti a gruppi su panche di legno. In questo modo si finisce per fare conoscenza con tutti gli ospiti, tanto che spesso le serate si prolungano fino a tardi in un'allegra convivialità, tra canti e chiacchiere attorno al fuoco. A fare da anfitrioni sono i gestori, quasi sempre costituiti da gruppi di amici o famiglie che si dividono i compiti occupandosi di tutto, dalla cucina all'amministrazione. Si tratta a volte di ex alpinisti, autentici amanti della montagna capaci di consigliare i percorsi più panoramici e le passeggiate migliori da fare in zona.
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I rifugi alpini sono quasi tutti caratterizzati da un arredamento in legno e offrono sempre una buona scelta di gustosi piatti della cucina locale e di piccoli e semplici spuntini. Tipicamente viene servita una cena uguale per tutti, con una scelta limitata ad uno o due piatti. Si parte con un antipasto di salumi e formaggi della zona, per proseguire con polente, spezzatini, arrosti o selvaggina a seconda della stagione e della disponibilità dei prodotti. Una cucina robusta e saporita, accompagnata da vini della casa ma soprattutto da una vasta scelta di grappe e distillati con cui si chiude inevitabilmente la cena. In genere viene offerto "un giro" dalla casa, cui spesso seguono almeno un paio di brindisi oppure, soprattutto in Val d'Aosta, la tipica grolla, una miscela di caffè bollente, zucchero e liquore che viene sorbita a turno dagli ospiti direttamente dal classico contenitore in legno con beccucci. La serata si conclude spesso tra canti e cori che, intonati dai più disinvolti, finiscono per coinvolgere tutti. A volte sono gli stessi gestori ad intrattenere gli ospiti con racconti di scalate ed escursioni, fatte in prima persona oppure riferite negli anni dagli ospiti di passaggio.
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I rifugi sono nati per offrire ai viandanti la possibilità di ristorarsi e pernottare: in montagna le condizioni climatiche sono spesso difficili, e il rifugio diventa un punto di riferimento essenziale. Le sistemazioni sono per lo più spartane, in camerate a più letti, oppure, in qualche caso, in romantiche stanze in legno da due posti. Si sale a piedi o con l'ultima corsa degli impianti (generalmente prima delle 17) e ci si ferma fino al mattino dopo, isolati in un silenzio irreale. Al mattino la sveglia è di buon'ora, con una ricca colazione a base di latte appena munto e di torte fatte in casa. Esistono anche rifugi non custoditi, di cui bisogna richiedere le chiavi presso le sezioni del Club Alpino Italiano o degli enti proprietari dell'immobile. Sono generalmente dotati di cucina, luce e, a volte, viveri di conforto. Ovviamente ad uso avvenuto occorre ripulire fornelli e pavimenti, ripiegare e riporre in ordine le coperte e portare a valle i rifiuti.
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