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Tra i conventi dei Castelli romani
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| Nella campagna silenziosa poco fuori Roma, si scoprono eremi e monasteri, alcuni dei quali aprono le loro porte al pubblico. Ecco un itinerario che da Monte Porzio Catone a Grottaferrata tocca i conventi più belli, dove ritrovare il gusto della meditazione e i ritmi dello spirito. Senza rinunciare al piacere della tavola e agli ottimi vini locali. |
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TRA EREMI SILENZIOSI E TAVERNE DI UNA VOLTA |
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"Dolce da Monte Porzio il rimirare, di contro i monti là della Sabina, ondeggiante di biade, come un mare, la pianura vastissima latina". Così scriveva Luigi Pirandello alla fine dell'Ottocento ammirando i colli dei Castelli romani, dove si era da poco trasferito. E ancora qui, a due passi dalla capitale, si gode di uno spettacolo affascinante fatto di dolci pendii coltivati a vigneti. Superate le geometrie dell'Urbe, lo sguardo si perde lungo le distese di ulivi e le campagne silenziose, che finiscono in mare. Da Roma si imbocca la Tuscolana in direzione dei Colli Albani e si raggiunge una delle località di villeggiatura più ambite, scelte in passato anche da imperatori, principi, papi e cardinali che nel corso del tempo hanno lasciato ville, palazzi e chiese. Accanto alle fastose dimore nobiliari, si incontrano conventi e monasteri, alcuni dei quali sono aperti al pubblico, anche solo per assistere a una messa domenicale. È il caso dell'eremo di Camaldoli a Monte Porzio Catone, punto di partenza dell'itinerario che attraversa i Castelli romani per arrivare fino a Grottaferrata. Il grande complesso fu costruito nel 1500 lungo la strada panoramica che dal paese conduce alle rovine archeologiche del Tuscolo. Qui è possibile assistere alla messa della domenica (alle ore 8, ma occorre essere sul posto qualche minuto prima per accordarsi con i frati). Sono ammessi solo gli uomini: i camaldolesi, infatti, per voto non possono incontrare donne. Quella dei Castelli romani è anche la terra del Frascati DOC, un vino leggero e amabile, da gustare insieme alle specialità della cucina locale: spaghetti al cacio e pepe, ravioli ripieni di melanzane, carne al tartufo, oltre agli ottimi salumi e formaggi. A Monte Porzio Catone, si può fare sosta al ristorante I Tinnelloni (via dei Tinnelloni; tel. +39.06.9447071), dove la proprietaria prepara le zuppe di una volta, secondo le ricette della tradizione locale. |
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L'itinerario prosegue con la visita al monastero dei carmelitani scalzi di San Silvestro a Monte Compatri (tel. +39.06.9486048). Basta prendere accordi con il padre priore e si può passeggiare per l'antico convento, immersi nel silenzio e nella bellezza del luogo. Ci si sposta quindi a Frascati al convento dei Cappuccini devoti di San Francesco, dove si può visitare il Museo etiopico (tel. +39.06.94286601). Qui sono raccolti le testimonianze e i ricordi del cardinale Guglielmo Massaia, missionario in Africa per quasi quarant'anni. Anche a Frascati ci si può concedere una sosta gastronomica per scoprire le specialità della zona. Al ristorante Cacciani (via Diaz 13/15; tel. +39.06.9420378) si possono gustare ottimi primi di pasta, salumi locali e squisiti dolci, come le morbide meringhe servite con il caffè. Il menu della Taberna Mamilius (via Balilla 1; tel. +39.06.9421559), invece, propone antiche ricette locali, rivisitate in chiave contemporanea: dalla bruschetta con lardo a ravioli ripieni di melanzana o di zucca, dalla carne al tartufo agli affettati, accompagnate da un ottimo Malvasia del Lazio. Il percorso sulle tracce dei conventi si conclude a Grottaferrata, dove sorge l'abbazia di San Nilo (tel. +39.06.9459309). Assolutamente da vedere il museo, il criptoportico e il chiostro. |
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Hotel Flora Telefono: +39.06.9416110 Indirizzo: viale Vittorio Veneto, 8 00044 Frascati (Roma) Sito web: www.hotel-flora.it E-mail: info@hotel-flora.it In un'antica residenza dell'Ottocento, immersa nel verde dei Castelli romani, è stato ricavato questo tranquillo albergo, punto di riferimento per l'accoglienza turistica della zona fin dagli anni Cinquanta. Dispone anche di una dépendance in stile Liberty.
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