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Greco di Tufo
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| Classificazione: DOC Colore: paglierino o bianco dorato Regione di produzione: Campania Gradazione alcolica minima: 11,5% Vitigni utilizzati: Greco di Tufo (85-100%), Coda di Volpe Bianca (0-15%) |
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IL VINO DEGLI ANTICHI ROMANI |
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Il nome è mutuato da un comune della provincia di Avellino, Tufo per l'appunto, che è al centro della zona in cui si producono le uve destinate a questa celebre produzione campana (circa 360 m di altitudine).
È un vino di colore paglierino o giallo, con un caratteristico quanto gradevole odore fruttato e un sapore armonico e asciutto.
Deriva da un vitigno a dir poco storico che, stando agli esperti, dovrebbe avere origine greca, per la precisione dalla Tessaglia, importato probabilmente in Italia a cavallo del VI secolo a.C. Un vino particolarmente amato dagli antichi romani e di cui si trova traccia nella letteratura classica, nonché in alcune epigrafi pompeiane, testimonianza concreta tramandata ai posteri del suo successo.
Sarà per celebrare questi fasti che ogni anno in settembre il piccolo centro irpino dedica al suo prodotto più celebre una grande festa, che è anche l'occasione per una organica degustazione delle produzioni enologiche locali. Tufo è tra l'altro una delle "Città del Vino", vale a dire uno dei 434 Comuni che danno vita all'omonima associazione nata per promuovere in tutta Italia il matrimonio indissolubile fra vino e territorio.
La sua natura rende il Greco di Tufo un ottimo abbinamento con primi piatti a base di pesce come i Vermicelli con tonno e peperoni, ma la grande struttura di cui è dotato ci consente di apprezzarlo anche con carni bianche e piatti freddi in genere. Senza dimenticare quanto sia gradevole come aperitivo, servito attorno ai 10°C e stappato al momento del servizio.
Oltre che per la cucina, celebrata in diverse sagre, l'Irpinia merita dunque di essere esplorata anche per i suoi vini, tra i quali va perlomeno ricordato il Taurasi (DOCG, uve Aglianico 85-100%).
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