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Soave

Classificazione: DOC

Colore: giallo paglierino dai riflessi verdognoli

Regione di produzione: Soave (provincia di Verona) e territori limitrofi

Gradazione alcolica minima: 10,5%

Vitigni utilizzati: Garganega (min. 70%), Pinot Bianco (fino a 30%), Chardonnay (fino a 30%), Trebbiano di Soave (fino a 30%)


SOAVE DI NOME E DI FATTO

Dalla piana del fiume Adige ci si sposta lungo i lievi pendii che conducono all'omonima città di Soave: è in questa zona, in una serie di comuni con castelli scaligeri, densi di storia, che avviene la produzione di questo vino molto conosciuto anche all'estero. Grazie alla fortunata esposizione al sole, i vigneti di Garganega sono caratterizzati da un'elevata capacità produttiva. Dalla bacca di colore dorato si ottengono il Soave classico, con gradazione minima di 10,5%, e Superiore con 11,5%. Ma al Soave fermo si affianca anche lo Spumante DOC, che merita di essere conosciuto.

Al di là del nome, che ispira l'insita sensazione di gradevolezza del prodotto, l'origine del termine Soave è quasi certamente da individuare nel popolo degli "Svevi", che calarono da nord in epoca longobarda. Ma alcune leggende riconducono la paternità dell'appellativo nientemeno che a Dante Alighieri, o a Romeo durante una schermaglia amorosa con Giulietta, mentre le fonti storiche lo segnalano già a partire dal regno di Teodorico.

I comuni di Soave e Monteforte d'Alpone sono i territori in cui il Soave DOC diventa Classico. Questo vino va consumato giovane ma, laddove la buona struttura lo permetta, può riposare un paio di anni in cantina. Il profumo è delicato, con profumi di mandorla e floreali, che ricordano il sambuco e il ciliegio. Il sapore secco, con una nota finale piacevolmente amarognola, si intona con antipasti magri e di mare, formaggi delicati e torte a base di verdura o frittate al radicchio. Il tipo spumante eccelle come aperitivo. Il vino fermo, da servire a 10-12°C, pone in risalto la complessità degli aromi e accompagna con delicatezza piatti a base di uova e di pesce.

La grazia non invadente dei sentori e il sapore prolungato si accostano con le portate della cucina marinara: pesce al cartoccio, moleche, o brodetti di pesce. In annate particolari può addirittura acquisire profumi di acacia e di mela che lo rendono ancora più unico e prezioso.

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