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Falanghina
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Classificazione: Igp (Indicazione Geografica Protetta)
Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Regione di produzione: Campania (Campi Flegrei e Sannio)
Gradazione alcolica minima: 12-12,5%
Vitigni utilizzati: Falanghina in purezza |
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IL VITIGNO DI ROMANI E SANNITI |
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La Falanghina è un antico vitigno, già noto e apprezzato dai Sanniti e dai Romani che lo chiamavano anche Falernina, per la sua grande diffusione nel "Falernus Ager". Furono probabilmente i mercanti romani a portare in Italia quest'uva dalla Grecia, diffondendone la coltivazione al centro e al Sud. Deve il suo nome al latino "phalange", cioè "legata al palo", per l'antico sistema di coltivazione con cui veniva fatta crescere la vite. Le notizie certe sul vitigno sono molto più recenti e risalgono al 1825, quando la Falanghina viene citata in un trattato come uno dei migliori vitigni di origine sannitica. Più avanti, negli anni Trenta, un gruppo di enologi incorona la Falanghina come uno tra i migliori vitigni italiani, tanto da raccomandarne la diffusione per migliorare la produzione delle principali zone viticole del Mezzogiorno. Oggi la Falanghina sta vivendo un momento di rinnovato successo, grazie ad una politica di riscoperta e valorizzazione dei vitigni storici e regionali.
Attualmente la Falanghina è molto diffusa in Campania, dove viene usata per il vino omonimo e in molte Doc, sia in purezza (come per i vini Campi Flegrei Falanghina, Sant'Agata dei Goti Falanghina, Taburno Falanghina), sia in uvaggio, cioè insieme ad altre uve bianche (come per i vini Capri bianco, Costa d'Amalfi bianco, Falerno del Massico bianco). Ha il suo habitat ideale nell'isola di Procida, nella zona dei Campi Flegrei e nel Sannio. Il vitigno matura nella seconda metà di settembre e viene generalmente vendemmiato agli inizi di ottobre. È mediamente produttivo, vigoroso, non molto omogeneo e richiede un clima caldo e asciutto. Ha un ceppo robusto, con tralcio di media lunghezza, piuttosto debole, poco ramificato, mentre la foglia è di media grandezza, trilobata, cuneiforme, quasi intera, di colore verde chiaro, con la pagina inferiore lanuginosa. Il grappolo è lungo, tronco-conico, mediamente compatto e alato; l'acino è piccolo, sferoide, di colore grigio-giallastro, con buccia spessa e pruinosa, polpa croccante, dolce e acidula.
La Falanghina è un vino bianco dai profumi delicati, con lieve sentore di ginestre, mentre al gusto è sapido, fresco e gradevole, con buona acidità e note fruttate fini e delicate. Ha un ampio e piacevole retrogusto amarognolo che ricorda il melograno. Può essere abbinato al pesce grigliato o fritto, a paste con frutti di mare e sughi di verdura e pomodoro e accompagna felicemente le ricette campane più tipiche, come i "paccari napoletani". Risulta eccellente servita come aperitivo, a una temperatura di 10° C. Alla Falanghina viene dedicata ogni anno a fine settembre nel comune di Sant'Agata dei Goti una "Rassegna regionale" durante la quale vengono presentati i tanti vini prodotti in Campania con uve falanghine. Oltre ai vitivinicoltori, sono invitati consumatori, ristoratori, esperti di enogastronomia, enologi e giornalisti specializzati che possono assistere a convegni e degustazioni guidate.
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