|
|
 |
I liquori digestivi
|
| Le proprietà terapeutiche di erbe, radici e bacche sono note fin dall'antichità e da tempo immemorabile l'uomo le cattura in forma di bevanda, alcolica o meno. Anche se non vanno dimenticati infusi e tisane, i liquori digestivi sono le più note e apprezzate tra tali bevande: in essi si ritrova l'esperienza secolare delle più diverse tradizioni regionali, l'armonia tra esigenze terapeutiche e conviviali, il tutto utilizzando semplicemente ciò che la natura offre. |
 |
|
|

 |
La base per la preparazione dei liquori è una semplice miscela di acqua, zucchero e alcol; a questo comune preparato di base si aggiunge un particolare ingrediente (o più di uno): limone, noce, rosa, ginepro, arancia, liquirizia, ruta sono solo i più conosciuti tra gli aromi adatti alla preparazione di un liquore. Il metodo artigianale più diffuso per la produzione dei digestivi è quello della macerazione: si lascia l'ingrediente prescelto, erba, bacca, radice o altro, a macerare nell'alcol per un tempo variabile (generalmente tra i 7 e i 15 giorni), alla fine del quale si passa al filtraggio, che garantisce alla bevanda limpidezza di colore e di sapore.
A livello industriale, invece, il liquore nasce dalla distillazione, per cui gli elementi subiscono una serie di procedimenti, quali la fermentazione, il riscaldamento e la condensazione per raffreddamento.
Per esaltarne il gusto e nello stesso tempo premiarne la naturale colorazione, il digestivo va servito in bicchieri trasparenti, meglio se di piccole dimensioni.
|
|
|

 |
Particolarmente gradito al termine di un pasto estivo, grazie alla fresca temperatura di servizio (4-10°C) e al colore giallo che ricorda l'energia del sole, il limoncello è ottenuto dall'infusione in alcol di scorze di limoni profumati, raccolti preferibilmente da febbraio ad aprile, accuratamente lavati. È uno dei liquori più rinomati, tant'è che esistono varie versioni di una stessa ricetta. La moderata dolcezza del gusto lo favorisce come digestivo, ma anche come bevanda da sorseggiare insieme a biscotti e dolcetti.
Di gusto simile e dalla colorazione meno intensa, ma ugualmente efficace nell'azione stimolante, è l'infuso di cedrina: viene così chiamata la verbena citrodora, arbusto d'origine sudamericana conosciuto anche come erba luigia, erba limoncina, verbena odorosa. Questa pianta è molto utilizzata in erboristeria per le sue proprietà digestive e antispasmodiche, e l'olio essenziale di cui è ricca, miscelato all'acqua del bagno, deodora la pelle e fortifica l'organismo.
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
DALLA TRADIZIONE EMILIANA |
|

 |
La tradizione vuole che la notte di San Giovanni (23 giugno) si raccolgano le noci ancora avvolte nel mallo verde e le si immergano in alcol insieme a chiodi di garofano, cannella e buccia di limone; unendovi poi dopo 40 giorni uno sciroppo di acqua e zucchero e filtrando il preparato, si otterrà il prezioso nocino, con il quale si potranno allietare le prime e uggiose serate autunnali.
Dal colore bruno tostato con riflessi leggermente verdastri, il nocino ha un profumo intenso di frutta secca, spezie e agrumi e un gusto pieno e morbido, mentre le sue proprietà sono leggermente astringenti.
Un altro infuso di frutti è il tipico bargnolino, dal caratteristico colore blu-viola: in esso sono i prugnoli, piuttosto aspri, l'ingrediente di base per un amaro digestivo dalle proprietà astringenti e antiemorragiche.
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
DAL VIOLA AL ROSA, I PROFUMI DELLE ISOLE |
|

 |
Il mirto è un arbusto sempreverde della macchia mediterranea, dalle bacche blu-nerastre, lisce e lucide, già protagonista della mitologia greca. Diffuso soprattutto in Sardegna, è nel tempo divenuto per antonomasia il nome dello squisito liquore che si ottiene mediante infusione in acqua e alcol delle sue bacche (mirto blu) o foglie (mirto bianco). Il frutto del mirto matura a novembre e viene raccolto a mano per non rovinare l'arbusto. Dopo la fermentazione in alcol, viene aggiunto uno sciroppo di acqua e zucchero (o miele); infine, dopo essere stato filtrato, diventa pulito e brillante, con una gradazione alcolica di almeno 30°C.
Legato alla tradizione dei salotti siciliani di fine '800, il rosolio è la dolce chiusura di un pranzo: come il nome suggerisce, viene preparato con petali di rosa freschi e profumati che, insieme a cannella e coriandolo, si uniscono alla consueta soluzione idroalcolica. È ancora diffusa la produzione artigianale e ne esistono diverse ricette tramandate oralmente di generazione in generazione: dolcificato con miele, gradevolmente fragrante e dalla moderata gradazione, talvolta lo si può assaggiare in preziose versioni profumate con fichi d'india.
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
SEGRETI DI ANTICHE RICETTE |
|

 |
Di antica tradizione, riconducibile alla scuola medica del XV-XVI secolo, il centerbe è un liquore robusto e deciso, ottimo digestivo, ottenuto dall'impiego di erbe aromatiche, che la tradizione vuole in numero di cento. Limpido e dal colore dorato, con riflessi verdognoli, si dice abbia avuto origine sulle montagne d'Abruzzo, ad opera di monaci che per secoli ne hanno custodito i preziosi segreti.
Liquore di frutto, il ratafià è uno dei più antichi e caratteristici prodotti del Piemonte. La leggenda lo vede nascere intorno all'anno 1000 e ancora nel '700 e '800 era uno dei liquori più apprezzati. Tradizionalmente preparato con il succo delle ciliegie nere, zucchero e aromi naturali, è particolarmente gradito per la leggera gradazione alcolica e il sapore delicato. Da bere liscio o con ghiaccio.
|
|
|
 |
|