Home
> Stampa
> Spedisci a un amico
Home La cucina italiana Vini italiani Approfondimenti
Il mondo Barilla
La cucina italiana
Le ricette Barilla
Ricette a tema
Le videoricette Barilla
I nostri menu
A scuola di cucina
Sapori in cucina
Vini italiani
CercaVini
Approfondimenti
Sei un vero Chef?
Il paese dei sapori
Piacere e Benessere



I liquori digestivi

Le proprietà terapeutiche di erbe, radici e bacche sono note fin dall'antichità e da tempo immemorabile l'uomo le cattura in forma di bevanda, alcolica o meno. Anche se non vanno dimenticati infusi e tisane, i liquori digestivi sono le più note e apprezzate tra tali bevande: in essi si ritrova l'esperienza secolare delle più diverse tradizioni regionali, l'armonia tra esigenze terapeutiche e conviviali, il tutto utilizzando semplicemente ciò che la natura offre.


UN ARCOBALENO DI SAPORI

La base per la preparazione dei liquori è una semplice miscela di acqua, zucchero e alcol; a questo comune preparato di base si aggiunge un particolare ingrediente (o più di uno): limone, noce, rosa, ginepro, arancia, liquirizia, ruta sono solo i più conosciuti tra gli aromi adatti alla preparazione di un liquore. Il metodo artigianale più diffuso per la produzione dei digestivi è quello della macerazione: si lascia l'ingrediente prescelto, erba, bacca, radice o altro, a macerare nell'alcol per un tempo variabile (generalmente tra i 7 e i 15 giorni), alla fine del quale si passa al filtraggio, che garantisce alla bevanda limpidezza di colore e di sapore.

A livello industriale, invece, il liquore nasce dalla distillazione, per cui gli elementi subiscono una serie di procedimenti, quali la fermentazione, il riscaldamento e la condensazione per raffreddamento.

Per esaltarne il gusto e nello stesso tempo premiarne la naturale colorazione, il digestivo va servito in bicchieri trasparenti, meglio se di piccole dimensioni.

GOCCE DI SOLE

Particolarmente gradito al termine di un pasto estivo, grazie alla fresca temperatura di servizio (4-10°C) e al colore giallo che ricorda l'energia del sole, il limoncello è ottenuto dall'infusione in alcol di scorze di limoni profumati, raccolti preferibilmente da febbraio ad aprile, accuratamente lavati. È uno dei liquori più rinomati, tant'è che esistono varie versioni di una stessa ricetta. La moderata dolcezza del gusto lo favorisce come digestivo, ma anche come bevanda da sorseggiare insieme a biscotti e dolcetti.

Di gusto simile e dalla colorazione meno intensa, ma ugualmente efficace nell'azione stimolante, è l'infuso di cedrina: viene così chiamata la verbena citrodora, arbusto d'origine sudamericana conosciuto anche come erba luigia, erba limoncina, verbena odorosa. Questa pianta è molto utilizzata in erboristeria per le sue proprietà digestive e antispasmodiche, e l'olio essenziale di cui è ricca, miscelato all'acqua del bagno, deodora la pelle e fortifica l'organismo.

DALLA TRADIZIONE EMILIANA

La tradizione vuole che la notte di San Giovanni (23 giugno) si raccolgano le noci ancora avvolte nel mallo verde e le si immergano in alcol insieme a chiodi di garofano, cannella e buccia di limone; unendovi poi dopo 40 giorni uno sciroppo di acqua e zucchero e filtrando il preparato, si otterrà il prezioso nocino, con il quale si potranno allietare le prime e uggiose serate autunnali.

Dal colore bruno tostato con riflessi leggermente verdastri, il nocino ha un profumo intenso di frutta secca, spezie e agrumi e un gusto pieno e morbido, mentre le sue proprietà sono leggermente astringenti.

Un altro infuso di frutti è il tipico bargnolino, dal caratteristico colore blu-viola: in esso sono i prugnoli, piuttosto aspri, l'ingrediente di base per un amaro digestivo dalle proprietà astringenti e antiemorragiche.

DAL VIOLA AL ROSA, I PROFUMI DELLE ISOLE

Il mirto è un arbusto sempreverde della macchia mediterranea, dalle bacche blu-nerastre, lisce e lucide, già protagonista della mitologia greca. Diffuso soprattutto in Sardegna, è nel tempo divenuto per antonomasia il nome dello squisito liquore che si ottiene mediante infusione in acqua e alcol delle sue bacche (mirto blu) o foglie (mirto bianco). Il frutto del mirto matura a novembre e viene raccolto a mano per non rovinare l'arbusto. Dopo la fermentazione in alcol, viene aggiunto uno sciroppo di acqua e zucchero (o miele); infine, dopo essere stato filtrato, diventa pulito e brillante, con una gradazione alcolica di almeno 30°C.

Legato alla tradizione dei salotti siciliani di fine '800, il rosolio è la dolce chiusura di un pranzo: come il nome suggerisce, viene preparato con petali di rosa freschi e profumati che, insieme a cannella e coriandolo, si uniscono alla consueta soluzione idroalcolica. È ancora diffusa la produzione artigianale e ne esistono diverse ricette tramandate oralmente di generazione in generazione: dolcificato con miele, gradevolmente fragrante e dalla moderata gradazione, talvolta lo si può assaggiare in preziose versioni profumate con fichi d'india.

SEGRETI DI ANTICHE RICETTE

Di antica tradizione, riconducibile alla scuola medica del XV-XVI secolo, il centerbe è un liquore robusto e deciso, ottimo digestivo, ottenuto dall'impiego di erbe aromatiche, che la tradizione vuole in numero di cento. Limpido e dal colore dorato, con riflessi verdognoli, si dice abbia avuto origine sulle montagne d'Abruzzo, ad opera di monaci che per secoli ne hanno custodito i preziosi segreti.

Liquore di frutto, il ratafià è uno dei più antichi e caratteristici prodotti del Piemonte. La leggenda lo vede nascere intorno all'anno 1000 e ancora nel '700 e '800 era uno dei liquori più apprezzati. Tradizionalmente preparato con il succo delle ciliegie nere, zucchero e aromi naturali, è particolarmente gradito per la leggera gradazione alcolica e il sapore delicato. Da bere liscio o con ghiaccio.

| | |