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A ciascuno il suo vino

Il vino sa essere protagonista in ogni occasione. Basta solo comprendere la natura dell'incontro, analizzare il proprio commensale e scegliere la bottiglia più giusta. Un compito non troppo difficile, purché si abbia la capacità di mettersi al posto della persona che ci siede di fronte e immaginarsi il tipo di vino che riuscirà a dare il massimo in quel frangente.


PRIMO INCONTRO

Come affrontare la sempre delicata cenetta a lume di candela, quando lui deve conquistare lei o viceversa? Il problema è che generalmente nessuno dei due ha ancora avuto modo di farsi un'idea precisa dei gusti di chi ha di fronte e quindi occorre la massima circospezione. La scelta sbagliata potrebbe segnare la prematura fine di un incontro altrimenti promettente. Meglio giocare con le emozioni e, se siamo nella stagione dei novelli, lanciarsi con un vino giovane, dal profumo fruttato e dal colore intenso ma ancora vivace. Un primo approccio per esplorare in maniera dolce il proprio potenziale partner, prima che giunga il momento, quando la conoscenza sarà più approfondita, di stappare un passito di Pantelleria.

I PRANZI DELLE FESTE

Discorso del tutto diverso quando occorre conciliare i molteplici gusti dei numerosi invitati che siedono alla nostra tavola in occasione delle riunioni con famigliari o amici. Il suggerimento è quello di non osare abbinamenti troppo estremi, perché tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare la scelta. Meglio restare sul classico (liberi di offrire agli ospiti più di un vino, si intende), seguendo la regola di servire prima sempre i vini più leggeri e poi quelli più impegnativi. Importante non sentirsi in obbligo se vi avranno portato in dono le solite bottiglie di vino, che normalmente non hanno nulla da spartire con il vostro menu. Ringraziate la persona che ve ne ha fatto omaggio e proponetele di degustarle insieme alla prima occasione. Se il menu è di pesce, magari con un primo piatto come i Vermicellini con crema di porri e gamberoni, andare su un Vermentino di Gallura o su un Verdicchio dei castelli di Jesi è una garanzia di successo, mentre, qualora siano di scena le carni e di conseguenza, primi piatti dal sapore deciso la scelta ricade sui rossi. Un piatto come gli Ziti con ragù di carne macinata e melanzane si sposa eccellentemente con il Barolo, oppure si può optare su un Sangiovese di un paio d'anni o su un Aglianico del Vulture, vino lucano di altro lignaggio generalmente apprezzato anche da chi non è troppo avvezzo a questo tipo di vitigno. Sullo spumante finale, gioia e tormento di ogni pranzo familiare in grande scala, i pareri non sono concordi, anche perché spesso i vini in circolazione nelle cantine domestiche non rappresentano proprio il massimo della qualità. Il consiglio migliore è quello di attenersi scrupolosamente al menu, investendo in uno spumante italiano come il Franciacorta o studiando la possibilità di soluzioni alternative che comprendano un buon vino dolce da dessert.

SAPORI VEGETARIANI

Se l'evento gastronomico verte esclusivamente su piatti della cucina vegetariana, decisione presa per seguire garbatamente le scelte alimentari del nostro commensale, niente panico e, come detto, sempre attenti alle ricette che compongono il pranzo o la cena. Un piatto di Tortiglioni con julienne di carciofi si presta bene ad un vino bianco come il Pinot, mentre si potrebbe optare per un Montepulciano d'Abruzzo se la scelta fosse caduta su una ricetta come i Rigatoni ai profumi lucani. Discorso analogo per i secondi. Un tipico friggione emiliano (stufato di cipolla e pomodoro insaporito dal peperone) piccante al punto giusto è un richiamo naturale per un Barbera dei Colli Piacentini, ma se in tavola è stata appena servita una melanzana alla parmigiana, viene quasi voglia di andare oltre e magari scegliere un Cabernet di Breganze.

ERAVAMO QUATTRO AMICI...

Quando però scocca l'ora dell'aperitivo e gli amici attendono conforto, niente indugi: in frigorifero una bottiglia di un Traminer aromatico dell'Alto Adige, profumato e foriero di una grande serata. Come stuzzichino niente di impegnativo, solo qualche cappero di Pantelleria, un po' di olive nere con il nocciolo e scaglie di Parmigiano Reggiano stravecchio.

COMPAGNI DI SCUOLA

Discorso diverso per la cena con gli amici di sempre, un rito che esula dalle convenzioni e permette di sentirsi liberi di proporre abbinamenti alternativi e divertenti sui quali imbastire la serata. Si potrebbe ad esempio impostare il menu utilizzando un solo ingrediente come la cipolla, servita fritta come antipasto, nella pasta in un piatto di Mezze Maniche Rigate con zucchine e cipolla, stufata con il pollo come secondo e, opportunamente depurata nel vino bianco (a questo fine si useranno solo i cipollotti bianchi), intinta in una cioccolata amara fusa come dolce. Con un menu del genere è legittimo osare anche con i vini e abbinare un Lambrusco alla cipolla fritta, mentre la pasta verrà accompagnata da un Greco di Tufo fresco. Per il secondo si salirà di tono scegliendo una Croatina delle Colline novaresi, vino rosso che meriterebbe maggior fortuna. E per i cipollotti nella cioccolata fusa? Spumante italiano come un Franciacorta. Provare per credere.

PETTEGOLEZZI FRA AMICHE

La classica cena fra amiche è una travolgente serata in cui occorre tempo per parlare, scambiarsi pettegolezzi e, solo marginalmente, nutrirsi. Quindi niente menu impegnativi, le professioniste del gossip non si possono permettere piatti pesanti. Perché allora non optare per Fusilli con pesce spada e scamorza affumicata, accompagnata da un Tocai Rosso dei Colli iberici? D'obbligo un dessert delicato e intrigante, come potrebbero essere delle fragole all'aceto balsamico tradizionale di Modena. E la serata sarà già passata in un attimo...

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