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Il brindisi di carnevale
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| Chiacchiere, frittelle e struffoli. Ogni regione d'Italia ha i suoi dolci di carnevale, che sono tanti e diversi ma hanno una caratteristica in comune: sono fritti. Ecco un viaggio tra i vini da dessert più adatti ad accompagnare queste delizie di stagione allegre e croccanti. |
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La regola aurea dell'intenditore recita: al dessert si accompagna un vino dolce. Servendolo infatti insieme a vini secchi, il dolce risulterà ancora più zuccheroso mentre il vino sembrerà più aspro e amarognolo. Meglio evitare, quindi, gli spumanti brut e gli champagne e orientarsi verso uno dei numerosi vini adatti ai dolci di carnevale. La scelta può cadere su uno spumante dolce, ma anche su un passito, ossia un vino ricavato da grappoli d'uva lasciati appassire prima della pigiatura. Perfetti anche i vini ottenuti da uve attaccate dalla cosiddetta "muffa nobile": un fungo che conferisce alla buccia degli acini aromi preziosi e un tasso zuccherino particolarmente elevato. In qualche caso, poi, si può brindare con vini liquorosi, come il Marsala di Sicilia, che hanno però una gradazione alcolica decisamente più elevata in quanto vengono prodotti aggiungendo al vino dell'alcol oppure dell'acquavite di vino.
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IN VIAGGIO TRA I VINI PIÙ DOLCI |
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Il viaggio ideale tra i vini più adatti al brindisi di carnevale può partire dal Nord Italia, e in particolare dal Piemonte. Proprio sulle colline di questa regione nasce infatti uno degli spumanti dolci più apprezzati: il Moscato d'Asti. Perfetto con le chiacchiere e i tortelli, ma anche con le frittelle di mela, questo vino dal sentore di miele, cedro, rosa e agrumi ha una gradazione molto bassa, attorno ai 5 gradi. Ancora in Piemonte troviamo il Brachetto d'Acqui: uno spumante di un bel color rosso rubino, dal delicato aroma muschiato e dal profumo delicato di petali di rosa e frutti di bosco. Spostandosi in Veneto, troviamo una ricchissima varietà di vini da fine pasto. Su tutti domina il Recioto di Soave Classico, un passito dal bel colore oro carico e dall'aroma fruttato, con sfumature di vaniglia, mandorla e pesca bianca. Perfetto a Natale con il pandoro, si accompagna bene anche alle chiacchiere, che in Veneto sono dette "galani", e alle frittelle di carnevale. Un altro passito importante prodotto in Veneto è poi il Torcolato di Breganze: un grande vino ottenuto da uve messe ad appassire attorcigliandole a corde appese alle travi delle soffitte. Di color giallo ambrato chiaro, ha profumo intenso e ampio di vaniglia, albicocca e burro.
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DAL PICOLIT AL MUFFATO DELLA SALA |
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Picolit e Ramandolo sono invece i nettari più pregiati di un'altra regione settentrionale dalla grande tradizione vinicola: il Friuli Venezia Giulia. Il Picolit, vino nobile e ricercato, è un passito dorato che viene affinato per lunghi mesi in bottiglia. Il suo bouquet ricorda i fiori d'acacia, e il gusto caldo e armonico è perfetto con la pasticceria secca e i dolci fritti. Più abbordabile come prezzo ma altrettanto piacevole è il Ramandolo, ottimo con i formaggi ma anche con il miele: è da provare l'abbinamento con la cicerchiata, il dolce umbro di carnevale fatto di palline di pasta fritte e ricoperte di miele, o con gli struffoli napoletani. Tra i vini dell'Italia centrale, un posto d'onore merita senza dubbio il Vin Santo toscano. Questo passito dal colore ambrato e dal profumo di frutta secca e spezie si beve da tradizione accompagnato ai cantucci, i classici biscotti secchi alle mandorle toscani, ma si sposa molto bene anche con i dolci di carnevale. L'Umbria offre invece l'ottimo Sagrantino di Montefalco Passito, un rosso di grande struttura dal profumo di mora di bosco, perfetto con la cicerchiata. Particolarissimo è poi il Muffato della Sala, a cui il procedimento della "muffa nobile" dà un bouquet elegante e complesso, con sentori di gelso, confettura di pesche o albicocche e miele.
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Tra le regioni del Sud, è la calda terra di Sicilia ad affermarsi come maggiore produttrice di vini dolci e passiti. Merito del sole che scalda quest'isola, dove nettari di grande qualità nascono anche sugli arcipelaghi e sulle piccole isole, come Pantelleria e Lipari. Tra i passiti, sono da citare il Passito di Pantelleria, prodotto con vitigno di Moscato di Alessandria i cui acini si lasciano appassire sui terrazzamenti di pietra lavica dell'isola, e la Malvasia delle Lipari. Entrambi di un bel colore giallo ambrato, che talvolta nella Malvasia assume riflessi oro rosso, sono perfetti con i tortelli alla crema. Ma il re dei vini dolci siciliani, già celebre sulle tavole inglesi nel 1773, è il Marsala. Vino liquoroso di antica tradizione dal bel colore ambrato, viene prodotto nell'omonima cittadina e in tutta la provincia di Trapani. Il bouquet caratteristico, con sentori di mandorle, frutta secca e tabacco, si sposa bene con le chiacchiere, ma attenzione a non farlo assaggiare ai più piccoli: ha una gradazione elevata, che può andare dai 17 ai 19 gradi.
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